Cenni storici

Secondo la tradizione e il parere di alcuni studiosi, molti secoli fa in
un certo punto della valle al riparo di un'imponente parete rocciosa e
ben esposta al sole, alcuni valligiani costruirono delle tettoie recintate
per custodire animali domestici: capre, mucche, pecore. Sembra
siano state queste baracche di legno ad originare il nome di Barghe.
Esiste tutta una sequela di derivazioni linguistiche che confermerebbero 
questa ipotesi. 

Dal tedesco "Borcke" per corteccia d'albero a "Bark", 
"Bergen", "'Bairgam". Più vicino al nostro tempo troviamo "Barco" 
per indicare una barchessa, una costruzione arieggiata. 
A fianco di questi recinti uso stalla sorsero anche le prime abitazioni 
fino a formare il primo nucleo storico del futuro e attuale comune di Barghe. 
E partiamo dalle prime notizie storicamente documentate per arrivare 
al nostro secolo.

Il Cristianesimo, penetrato in valle attraverso le maglie 
dell'impero romano, era già stato acquisito dalle genti valsabbine
verso il quinto, sesto secolo, anche perchè i valligiani, 
durante il vuoto di autorità civile e politica seguito al crollo dell'impero, 
ritrovarono nella gerarchia ecclesiastica l'unico appoggio, 
allora possibile, per la restaurazione e il mantenimento dell'ordine.
Nel secolo VIII esistevano cinque pievi: Vobarno, Provaglio, Bione, 
Savallo e Idro. Attorno ad esse gravitò per molto tempo la vita 
religiosa e civile delle piccole comunità vicine. 

Barghe faceva parte della pieve di Provaglio. 
L'autorità era del vescovo e, in sua vece, del
pievano con pieni poteri di pubblico ufficiale. Nelle pievi, oltre le 
funzioni religiose, si curarono per vari secoli gli interessi intimamente 
connessi con la vita secolare. Dopo la ferrea legge di dominio 
praticata dall'impero, proprio nelle pievi nacque il senso del comune, 
la cosiddetta "democrazia". Si discuteva dell'uso e della cura del 
patrimonio collettivo: boschi, malghe, pascoli, strade, cespiti di varia 
provenienza e di comune interesse, compra-vendita e scambio di 
informazioni. Più tardi, l'autorità del vescovo divenne eccessiva. 
Verso l'anno mille il popolo bresciano insorse e si organizzò in forma 
autonoma, al di fuori di ogni protezione feudale, per gestire la propria
libertà, eleggendo propri rappresentanti che amministrassero i beni 
della comunità. Nacquero i "'Vici", piccoli raggruppamenti di famiglie 
vicine. Divennero una forza rilevante quando i Vici si organizzarono 
in "Vicinie". In seguito le Vicinie presero il nome di "Comuni".

Ma in valle Sabbia, lontano dalla città, le novità arrivarono più tardi e
poco dopo l'anno mille ritroviamo i comuni di Vobarno, Sabbio, 
Barghe, Nozza e Vestone ancora dipendenti dall'autorità del 
Vescovo. Nel 1385, sotto i Visconti, il comune di "Bargis" 
(nel 1389 Barghe compare anche come il nome "De Barchis") 
lo ritroviamo nella cosiddetta 'Quadra di valle Sabbia".
Dall'inizio del XV secolo, fino al 1797 sotto la dominazione veneta,
ritroviamo Barghe e gli altri paesi valsabbini, posti sulla sponda 
destra del fiume, nella "'Quadra di valle Sabbia". 
(I paesi della valle posti sulla sponda sinistra erano stati inclusi 
nella "Quadra di Montagna" della Riviera di Salò).

Nel mese di agosto 1798, tutta la provincia bresciana, comprese le valli, 
divenne 'Dipartimento del Mella" diviso in distretti. 
Il 15° Distretto venne denominato "Delle Fucine" con capoluogo Nozza. 
In questo distretto era incluso anche il comune di Barghe. 
Il Regno d 'Italia, sorto nel 1805 sulle rovine della Repubblica Cisalpina, 
dopo alcuni anni di assestamento provvide, con decreto 14 luglio 1807, 
a registrare il suo stato costituzionale ed a formare il nuovo ordinamento 
territoriale con l'aggregazione dei comuni di seconda e terza classe. 
Il Dipartimento del Mella venne diviso, amministrativamente, 
in quattro Distretti, e i Distretti in Cantoni. 
Il Distretto di Salò fu diviso nei Cantoni di Salò, Gargnano, 
Preseglie e Vestone, come dal prospetto 1808.

Il Cantone III di Preseglie comprendeva: 
Agnosine con 464 maschi e 240 femmine;
Barghe con 262 m. e 245 f.; Bione con 472 m. e 493 f.; 
Odolo con 486 m. e 486 f.; Preseglie con 410 m. e 514 f.; 
Provaglio di Sopra con 308 m. e 318 f.; Provaglio di Sotto con 308 m. e 318 f.; 
Sabbio con Clibbio 425 m. 425 f. 
Totale degli abitanti del Cantone III n° 5.548. 
Inoltre" con decreto del 7 marzo 1807 (regno dItalia di Napoleone 1°) la valle 
venne divisa in due giudicature nel circondario di Salò: Preseglie e Vestone. 
Barghe faceva parte della giudicatura di Vestone. Successivamente, 
con notifica austriaca del 13 dicembre 1818, la valle venne unita 
in un'unica giudicatura, a Vestone, con la qualifica di Pretura.
Con legge 13 novembre 1859, il governo piemontese (di Vittorio Emanuele II) 
smembrò l'antica pretura di Vestone in tre Mandamenti: Bagolino, Vestone e 
Preseglie. Seguì, nell'agosto del 1890, un memoriale della Giunta Comunale di 
Vestone in cui si chiedeva che tutta la valle Sabbia (22.515 abitanti) dipendesse da 
un unico mandamento con sede a Vestone.

Successivamente, in seguito alla riforma amministrativa compiuta
fra il 1923 e il 1929 (regno dItalia di Vittorio Emanuele III),
i mandamenti e le sotto-prefetture (nel nostro caso la Sotto-prefettura
di Salò) vennero definitivamente soppressi. Di questa riforma fece
parte anche la revisione generale delle circoscrizioni comunali e
in seguito al decreto legge 17 marzo 1927(), Barghe perse la qualifica
di Comune per diventare frazione del Comune di Sabbio Chiese.
L'atto ufficiale dell'aggregazione di Barghe al Comune di Sabbio Chiese
porta la data 26 giugno 1928 con delibera del podestà
Vittorio Crescini fu Bortolo stilato in questi termini:
"Vista la nota prefettizia 23 giugno 1928 anno VI
n° 22669 proponente a termini R.D. 17 marzo 1927 n° 383
l'aggregazione di questo Comunre a quello di Sabbio Chiese.
Considerato che per le condizioni locali la proposta risponde alle alte
finalità cui si è ispirata la legge esprime parere
favorevole alla aggregazione di questo Comune a quello di Sabbio Chiese ".
Seguirono la seconda guerra mondiale 1940 - 45 e la caduta del Fascismo.
Ultimo podestà del comune di Sabbio Chiese fu Carlo Moraschi.

Nel maggio 1945 il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) nominò 
Commissario prefettizio Battista Guerra di Sabbio Chiese e successivamente 
l'ing. Bindo Bezzabotta. Dopo il 1946, primo sindaco di Sabbio Chiese fu 
Giuseppe Raineri.

 In realtà, gli abitanti di Barghe non accettarono mai la "sudditanza" al
comune di Sabbio Chiese, considerata come conseguenza di una legge fascista, e
fin dal 1946 iniziarono le pratiche per riavere l'autonomia comunale.
Inizialmente le loro aspirazioni non approdarono a nulla,
anche perchè mancava un'appropriata sede municipale.
(Fino al 1927, l'Amministrazione Comunale di Barghe
risiedeva, in affitto, nel Palazzo Beccalossi).

Solo dieci anni dopo, in seguito alle insistenti e innumerevoli richieste, 
il prefetto di Brescia Temperini poteva firmare l'atto di ricostituzione 
del Comune di Barghe in seguito al decreto del Presidente 
della Repubblica n° 969 del 16 luglio 1956, e nominare il dott. Ciro Di Milia 
Commissario Prefettizio, in attesa della nomina del sindaco.
Nel medesimo anno intervenne la signora Maria Beccalossi 
vedova Antonio Bonacina con la munifica donazione di L. 100000= 
per l'acquisto dell'area necessaria per la costruzione del palazzo municipale 
(venditrice Cesira Boschi moglie di Francesco - Cesco Ceresa).
La reggenza del commissario prefettizio 
durò fino alle prime elezioni comunali 
che si svolsero il 26 maggio 195 7. 
Il partito Democrazia Cristiana, 
compresi quattro indipendenti, ottenne il 90,37% dei voti. 

Gli eletti furono:

Sindaco
Beccalossi dr. Carlo
Assessore Anziano
Ognibeni Giuseppe
Assessore Effettivo
Ceresa Angelo
Assessore Supplente
Mineni Giulio
Assessore Supplente
Cucchi Benedetto
Consigliere
Guerra Carlo
Consigliere
Soardi Carlo Renzo
Consigliere
Cucchi Pietro
Consigliere
Ceresa Raffaele
Consigliere
Guerra Giuseppe
Consigliere
Mazzacani Battista
Consigliere
Girelli Filipppo
Consigliere
Boschi Emilio
Consigliere
Benetelli Paolo
Consigliere
Guerra Francesco Giuseppe

 

 

Primo sindaco del rinato comune fu il dott. Carlo Beccalossi. 

La nuova sede fu inaugurata solennemente il 29 settembre 1957. 
Considerato che anche la sede del Municipio era stata donata 
dalla famiglia Beccalossi - Bonacina, all'interno del palazzo municipale 
venne murata la lapide.

Testo tratto dal libro " Barghe - Valle Sabbia " 1997 di Felice Mazzi

 

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